Sull’uso del Letenox come possibile strumento politico 7 gennaio 2010

ovvero

Come ottenere il potere politico con l’assenso delle persone senza colpi di Stato e senza dover fare “troppa fatica”..-

Da un commentario di Guy Debord sulla società dello spettacolo:

http://www.scribd.com/doc/454051/Guy-Debord-Commentari-sulla-societa-dello-spettacolo

“…Quando la società che si dichiara democratica è giunta allo stadio dello spettacolare integrato, pare essere ri-conosciuta ovunque come la realizzazione di una
perfezione fragile.
Di modo che, essendo fragile, non deve più essere esposta ad attacchi; del resto non è più attaccabile, perché perfetta come nessun’altra mai. È una società fragile perché stenta molto a controllare la sua pericolosa espansione tecnologica. Ma è una società perfetta da governare; prova ne è che tutti quelli che aspirano a governare vogliono governare proprio quella, con gli stessi metodi, e mantenerla quasi esattamente com’è. È la prima volta nell’Europa contemporanea che nessun partito o frammento di partito tenta più anche solo di affermare che cercherà di cambiare qualcosa di importante. La mercé non può più essere criticata da nessuno: né in quanto sistema generale, né come una determinata paccottiglia che ai dirigenti d’azienda è con-venuto mettere momentaneamente sul mercato. Dovunque regni lo spettacolo, le uniche forze organizzate sono quelle che vogliono lo spettacolo. Perciò nessuna può essere nemica di ciò che esiste, né trasgredire l’omertà che investe tutto.

Ci siamo sbarazzati dell’inquietante concezione, che aveva prevalso per più di duecento anni, secondo la quale una società poteva essere criticabile e trasformabile, riformata o rivoluzionata. E ciò non è stato raggiunto grazie alla comparsa di argomenti nuovi, ma semplicemente perché gli argomenti sono diventati inutili. In base a tale risultato potremo misurare, piuttosto che la felicità generale, la forza temibile delle reti della tirannia. Mai censura è stata più perfetta. Mai l’opinione di quelli cui si fa ancora credere, in certi paesi, che sono rimasti cittadini liberi, è stata meno autorizzata a manifestarsi, ogni volta che si tratta di una scelta che coinvolgerà la loro vita reale. Mai è stato permesso di mentire loro con un’incoerenza tanto perfetta. Si presume semplicemente che lo spettatore ignori tutto e non meriti nulla. Chi non fa che guardare per sapere il seguito, non agirà mai: proprio così dev’essere lo spettatore. Si sente citare spesso l’eccezione degli Stati Uniti, dove un giorno Nixon aveva finito col risentire di una serie di denegazioni troppo cinicamente maldestre; ma questa eccezione del tutto locale, che aveva qualche vecchia causa storica, non è palesemente più vera, dato che di recente Reagan ha potuto fare la stessa cosa impu-nemente. Tutto ciò che non è mai punito è in realtà permesso. Perciò è arcaico parlare di scandalo. Si attribuisce a uno statista italiano di prim’ordine, che ha fatto parte contemporaneamente del governo ufficiale e di quello parallelo detto P.2,
Potere Due,
una battuta che riassume con molta efficacia il periodo in cui, poco tempo dopo l’Italia e gli Stati Uniti, tutto il mondo è entrato: «Ci sono stati degli scandali, ma ora non ce ne sono più»….

…Questa democrazia così perfetta fabbrica da sé il suo inconcepibile nemico, il terrorismo. Vuole infatti
essere giudicata in base ai suoi nemici piuttosto che in base ai suoi risultati.
La storia del terrorismo è scritta dallo Stato; quindi è educativa. Naturalmente le popolazioni spettatrici non possono sapere tutto del terrorismo, ma possono sempre saperne abbastanza da essere convinte che, rispetto al terrorismo, tutto il resto dovrà sembrar loro abbastanza accettabile, e comunque più razionale e più democratico….

…C’è un numero sempre maggiore di luoghi, nelle grandi città come in alcuni spazi riservati della campagna, che sono inaccessibili, ossia sorvegliati e protetti da tutti gli sguardi; che sono tenuti lontano dalla curiosità innocente, e al riparo da ogni spionaggio. Senza essere propriamente militari, sono organizzati su quel modello, escludendo ogni rischio di controllo da parte di passanti o abitanti; o addirittura da parte della polizia, che da un pezzo si è vista ridurre le sue funzioni alla sorveglianza e alla repressione della delinquenza più comune. Così, in Italia, quando Aldo Moro era prigioniero di
Potere Due,
non è stato tenuto rinchiuso in un edificio più o meno introvabile, ma semplicemente in un edificio impenetrabile. C’è un numero sempre maggiore di uomini formati per agire nel segreto; istruiti ed esercitati a non far altro. Sono distaccamenti speciali di uomini armati di archivi riservati, cioè di osservazioni e analisi segrete. E altri sono armati di varie tecniche per lo sfruttamento e la manipolazione di questi affari segreti. Infine, quando si tratta delle loro branche «Azione», possono anche essere dotati di altre capacità di semplificazione dei problemi studiati….”

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