Io non dimentico. 22 gennaio 2010 9 Commenti

22 gennaio 2010.
Il giorno che nessuno di noi voleva vedere è arrivato. La lotta per i ricordi, per la salvaguardia della memoria, è forse arrivata al capolinea. Abbiamo passato mesi difficili, intensi, complicati. Abbiamo dato più del massimo, abbiamo lavorato notte e giorno, sette giorni su sette, risolvendo decine di enigmi e cercando di ricostruire una storia complicata dal nulla. Abbiamo cercato di sbrogliare un delicato intreccio con delle pinze molto, molto fragili.
A volte le cose finiscono bene, vincono i buoni, e il mondo è un posto un po’ migliore. A volte no. A volte per quanto si combatta, vincono i cattivi, e tu non puoi farci nulla.
Non sappiamo se oggi il Letenox sia in commercio. In fondo potete provare a controllare voi stessi. Quello che è certo, è che in tutta questa storia, non ha vinto l’UTB. Non ha vinto il Letenox e non hanno vinto i cattivi.
Oggi quello che esce vincitore è lo spirito di squadra, la capacità di un team di combattere e di raggiungere obiettivi oltre ogni aspettativa. Quello che vince sono gli ideali, il combattere per un futuro migliore. Perchè ogni volta che pensavamo al Letenox, noi pensavamo a qualcuno dei nostri cari, e a quanto fosse sacrosanto il loro diritto di imparare dai propri errori. Di quanto fosse importante e giusto che i ricordi possano diventare prima memoria e poi esperienza. Perchè i ricordi dicono chi siamo.
Oggi vincono la dedizione e la testardaggine, vincono le amicizie nate nella lotta, l’assenza di rivalità e la capacità di fare fronte comune per raggiungere l’obiettivo. Vince la cocciutaggine di combattere contro tutti e contro tutti, con pochissimi mezzi a disposizione, vestiti solo delle proprie idee.
Quello che conta, forse, non è che il Letenox sia in circolazione. Quello che conta è la certezza che qualunque cosa accada, qualsiasi Letenox verrà messo in circolazione un domani, ci saranno sempre delle persone che combatteranno per fermarlo.

22 gennaio 2010.

Il giorno che nessuno di noi voleva vedere è arrivato. La lotta per i ricordi, per la salvaguardia della memoria, è forse arrivata al capolinea. Abbiamo passato mesi difficili, intensi, complicati. Abbiamo dato più del massimo, abbiamo lavorato notte e giorno, sette giorni su sette, risolvendo decine di enigmi e cercando di ricostruire una storia complicata dal nulla. Abbiamo cercato di sbrogliare un delicato intreccio con delle pinze molto, molto fragili.

A volte le cose finiscono bene, vincono i buoni, e il mondo è un posto un po’ migliore. A volte no. A volte per quanto si combatta, vincono i cattivi, e non puoi farci nulla.

Non sappiamo se oggi il Letenox sia in commercio. In fondo potete provare a controllare voi stessi. Quello che è certo, è che in tutta questa storia, non ha vinto l’UTB. Non ha vinto il Letenox e non hanno vinto i cattivi.

Oggi quello che esce vincitore è lo spirito di squadra, la capacità di un gruppo di persone venute dal nulla di combattere e di raggiungere obiettivi oltre ogni aspettativa. Quello che vince sono gli ideali, il combattere per un futuro migliore. Perchè ogni volta che pensavamo al Letenox, noi pensavamo a qualcuno dei nostri cari, e a quanto fosse sacrosanto il loro diritto di imparare dai propri errori. A quanto fosse importante che i ricordi potessero diventare prima memoria e poi esperienza. A quanto fosse giusto poter essere sè stessi, perchè i nostri ricordi dicono chi siamo.

Oggi vincono la dedizione e la testardaggine, vincono le amicizie nate nella lotta, l’assenza di rivalità e la capacità di fare fronte comune per raggiungere l’obiettivo. Vince la cocciutaggine di andare contro tutto e contro tutti, con pochissimi mezzi a disposizione, vestiti solo delle proprie idee.

Quello che conta, forse, non è che il Letenox sia in circolazione. Quello che conta è la certezza che qualunque cosa accada, qualsiasi Letenox verrà messo in circolazione in futuro, ci saranno sempre delle persone che combatteranno per fermarlo.

Io. Non. Dimentico.

Sull’uso del Letenox come possibile strumento politico 7 gennaio 2010 0 Commenti

ovvero

Come ottenere il potere politico con l’assenso delle persone senza colpi di Stato e senza dover fare “troppa fatica”..-

Da un commentario di Guy Debord sulla società dello spettacolo:

http://www.scribd.com/doc/454051/Guy-Debord-Commentari-sulla-societa-dello-spettacolo

“…Quando la società che si dichiara democratica è giunta allo stadio dello spettacolare integrato, pare essere ri-conosciuta ovunque come la realizzazione di una
perfezione fragile.
Di modo che, essendo fragile, non deve più essere esposta ad attacchi; del resto non è più attaccabile, perché perfetta come nessun’altra mai. È una società fragile perché stenta molto a controllare la sua pericolosa espansione tecnologica. Ma è una società perfetta da governare; prova ne è che tutti quelli che aspirano a governare vogliono governare proprio quella, con gli stessi metodi, e mantenerla quasi esattamente com’è. È la prima volta nell’Europa contemporanea che nessun partito o frammento di partito tenta più anche solo di affermare che cercherà di cambiare qualcosa di importante. La mercé non può più essere criticata da nessuno: né in quanto sistema generale, né come una determinata paccottiglia che ai dirigenti d’azienda è con-venuto mettere momentaneamente sul mercato. Dovunque regni lo spettacolo, le uniche forze organizzate sono quelle che vogliono lo spettacolo. Perciò nessuna può essere nemica di ciò che esiste, né trasgredire l’omertà che investe tutto.

Ci siamo sbarazzati dell’inquietante concezione, che aveva prevalso per più di duecento anni, secondo la quale una società poteva essere criticabile e trasformabile, riformata o rivoluzionata. E ciò non è stato raggiunto grazie alla comparsa di argomenti nuovi, ma semplicemente perché gli argomenti sono diventati inutili. In base a tale risultato potremo misurare, piuttosto che la felicità generale, la forza temibile delle reti della tirannia. Mai censura è stata più perfetta. Mai l’opinione di quelli cui si fa ancora credere, in certi paesi, che sono rimasti cittadini liberi, è stata meno autorizzata a manifestarsi, ogni volta che si tratta di una scelta che coinvolgerà la loro vita reale. Mai è stato permesso di mentire loro con un’incoerenza tanto perfetta. Si presume semplicemente che lo spettatore ignori tutto e non meriti nulla. Chi non fa che guardare per sapere il seguito, non agirà mai: proprio così dev’essere lo spettatore. Si sente citare spesso l’eccezione degli Stati Uniti, dove un giorno Nixon aveva finito col risentire di una serie di denegazioni troppo cinicamente maldestre; ma questa eccezione del tutto locale, che aveva qualche vecchia causa storica, non è palesemente più vera, dato che di recente Reagan ha potuto fare la stessa cosa impu-nemente. Tutto ciò che non è mai punito è in realtà permesso. Perciò è arcaico parlare di scandalo. Si attribuisce a uno statista italiano di prim’ordine, che ha fatto parte contemporaneamente del governo ufficiale e di quello parallelo detto P.2,
Potere Due,
una battuta che riassume con molta efficacia il periodo in cui, poco tempo dopo l’Italia e gli Stati Uniti, tutto il mondo è entrato: «Ci sono stati degli scandali, ma ora non ce ne sono più»….

…Questa democrazia così perfetta fabbrica da sé il suo inconcepibile nemico, il terrorismo. Vuole infatti
essere giudicata in base ai suoi nemici piuttosto che in base ai suoi risultati.
La storia del terrorismo è scritta dallo Stato; quindi è educativa. Naturalmente le popolazioni spettatrici non possono sapere tutto del terrorismo, ma possono sempre saperne abbastanza da essere convinte che, rispetto al terrorismo, tutto il resto dovrà sembrar loro abbastanza accettabile, e comunque più razionale e più democratico….

…C’è un numero sempre maggiore di luoghi, nelle grandi città come in alcuni spazi riservati della campagna, che sono inaccessibili, ossia sorvegliati e protetti da tutti gli sguardi; che sono tenuti lontano dalla curiosità innocente, e al riparo da ogni spionaggio. Senza essere propriamente militari, sono organizzati su quel modello, escludendo ogni rischio di controllo da parte di passanti o abitanti; o addirittura da parte della polizia, che da un pezzo si è vista ridurre le sue funzioni alla sorveglianza e alla repressione della delinquenza più comune. Così, in Italia, quando Aldo Moro era prigioniero di
Potere Due,
non è stato tenuto rinchiuso in un edificio più o meno introvabile, ma semplicemente in un edificio impenetrabile. C’è un numero sempre maggiore di uomini formati per agire nel segreto; istruiti ed esercitati a non far altro. Sono distaccamenti speciali di uomini armati di archivi riservati, cioè di osservazioni e analisi segrete. E altri sono armati di varie tecniche per lo sfruttamento e la manipolazione di questi affari segreti. Infine, quando si tratta delle loro branche «Azione», possono anche essere dotati di altre capacità di semplificazione dei problemi studiati….”

Il senso della Memoria 31 dicembre 2009 0 Commenti

Quando parliamo di memoria non ci soffermiamo mai sulla sua vera essenza, la diamo per scontata come i ricordi che sono in essa contenuti. Quante volte, infatti, ricorriamo a lei per un ricordo svanito, per una sensazione persa e che vorremmo poter recuperare, ma mai per la moltitudine di eventi, emozioni, paure, gioie e dolori, che in essa sono invece contenute.

La memoria è qualcosa di infinitamente importante e prezioso. Essa infatti rappresenta il filo sottile che lega tutte le nostre azioni, le nostre sensazioni, le nostre emozioni; è ciò che ci permette di recuperare quello che è già avvenuto collegandolo a ciò che stiamo vivendo; è il mezzo che permette di dare un senso a tutto ciò che ci circonda.

La memoria è la funzione più importane della nostra mente: è quella che contribuisce più di ogni altra a dare un senso alla nostra vita. Rappresenta il collegamento tra il nostro tempo e il nostro spazio; è il mezzo che ci rende degli esseri unici, in grado di vivere l’attimo presente come consapevole evoluzione del nostro passato e necessario presupposto per il nostro divenire futuro.

Senza la memoria, tutto sarebbe un fluire indistinto ed inutile di informazioni e di eventi, che non riusciremmo più ad organizzare e a catalogare.

Senza la memoria, perderemmo la nostra stessa individualità e la capacità di sentirci delle entità uniche ed irripetibili.

Senza la memoria, non sarebbe più possibile interagire con chiunque altro, non sapremmo più stabilire nessuna distinzione tra persone conosciute o sconosciute, irrilevanti o emotivamente importanti; nessun legame, nessuna rilevanza affettiva, nessuna emozione potrebbero più scaturire vedendo un volto, sentendo una voce, percependo un odore.

Senza la memoria, saremmo costantemente prigionieri di una realtà incomprensibile e caotica, indifferenti ad ogni stimolo, richiamo, relazione. Saremmo incapaci di orientarci, comprendere, capire, pensare e quindi di amare, gioire, soffrire, ridere e piangere; diverremmo entità senza più nessuna consapevolezza, con un presente fatto di inutili eventi privi di  senso, senza più un passato ne futuro.

Alla luce di tutto ciò, allora, non vi spaventa perdere anche un solo ricordo della vita, bello o brutto che sia, ma che vi rende unici e consapevoli della vostra esistenza?

Noi abbiamo uno scopo, quello di ricordare!

Unisciti a noi: Attivisti anti-Letenox.

La nostra lotta è appena cominciata, i canali ormai li conosci:

Facebook: gruppo ionondimentico-noletenox

Youtube: canale noletenox

Twitter e FriendFeed: utente ionondimentico

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Gli Attivisti 30 dicembre 2009 0 Commenti

Quello degli attivisti anti-Letenox è un gruppo di formazione relativamente recente: è entrato nel pieno dell´operatività pochi mesi prima della data stabilita per il lancio sul mercato del farmaco della Marlow & Kurtz, e fin da subito ha dimostrato forte coesione e spirito di collaborazione.
L’eterogeneità degli attivisti quanto ad età, dislocazione sul territorio e formazione, testimonia quanto il timore per gli effetti devastanti del Letenox sia diffuso e coinvolga ogni soggetto per molteplici ragioni, tanto personali quanto sociali.
A guidare gli attivisti sono tre semplici principi: la collaborazione, la necessità di non perdere mai di vista lo scopo che anima la lotta, l’assenza di una gerarchia interna. Per quanto possa apparire anomalo in un contesto simile, tra gli attivisti non esiste una figura che rifletta le caratteristiche canoniche del capo. Sin dalla genesi del movimento attivista, è risultato comunque necessario dotarsi di una guida che incarnasse conoscenza e carisma: essa ha insegnato a rispettare il semplicissimo “codice dell´attivista” appena descritto; ha mostrato il corretto punto di vista dal quale osservare lo svolgersi ed il susseguirsi degli eventi ed ha consigliato come analizzare ed interpretare gli stessi; ha chiarito il vero senso di questa lotta, senza però nasconderne le insidie. Ma, soprattutto, ha mostrato come preservare il prezioso lavoro già fatto da chi ci ha preceduto. Questa guida prende il nome di Maestro: appellativo atto a sottolinearne l’inquadramento come perfetta sintesi di capacità e conoscenza.
Noi attivisti ricostruiamo una storia, prima di ogni cosa, e per far questo ci mettiamo quotidianamente a disposizione degli altri, offrendo il supporto necessario in ciò che conosciamo meglio: c´è chi si occupa di aggiornare con la massima cura dei dettagli i progressi fatti e le informazioni raccolte; chi fornisce le giuste indicazioni a livello informatico; chi analizza gli effetti del Letenox da un punto di vista scientifico, nonchè farmacologico. Trascorriamo giorni e notti – alternandoci a seconda della disponibilità dei singoli – davanti ai nostri PC o all´esterno, sul territorio, cercando di far quadrare i tasselli di un mosaico di cui ormai poche tessere restano scoperte. Abbiamo vissuto ed stiamo vivendo tutt’ora momenti molto difficili: la frustrazione del non venire a capo di un “enigma” ed il vederci privati, nell’attuale parentesi temporale, di un supporto, quello del Maestro, che, nonostante l´autonomia di cui godiamo, era un punto fermo in questa nostra lotta, porta ad un comprensibile senso di smarrimento. Tuttavia, ci rendiamo conto che non c’è tempo per guardare a ciò che abbiamo perso, considerato ciò che potremmo perdere se non riuscissimo a fermare per tempo la Marlow & Kurtz.
Noi difendiamo la memoria, per poter avere domani un oggi da ricordare: l’equilibrio tra passato e futuro è questo presente che deve essere per tutti il più vivibile possibile, nel rispetto dei diritti di ognuno: dei nostri figli, di noi stessi, delle persone che amiamo.
Sensibilizzare? No: rendere coscienti.
All´inizio di questa lotta ci siamo focalizzati sulla figura di chi ha dato il via a tutto questo, sulla persona che per prima ha capito quanto devastanti possano essere gli effetti del Letenox. Poi, strada facendo, inevitabilmente abbiamo scoperto che ci sono altre figure, per niente amichevoli, e men che meno benevole, da guardare con particolare attenzione. Finchè, un giorno, non abbiamo capito, che la nostra lotta non è solo “nostra”, ma deve poter essere la lotta di ognuno. Il Letenox, e ciò che con esso ci vogliono togliere, non è un problema di pochi, ne di tanti: è un problema di tutti. E´ necessario difendere il diritto di ognuno di manifestare il proprio dissenso contro chi vuole uccidere ciò che siamo stati per avere il controllo di ciò che saremo.
Volete dimeticare la prima parola di vostro figlio? Volete dimenticare l’ansia prima di un esame ed il senso di liberazione che l’ha seguito? Volete dimenticare i vostri successi e le fatiche con cui li avete raggiunti? Sicuramente no, perché non sarebbe giusto, ma soprattutto renderebbe inutile ciò che è stato fatto fino ad oggi. Renderebbe inutile ognuno di noi.
Possiamo farci sentire in diversi modi: con un video di 10 secondi in cui ci raccontate perché valga la pena ricordare, da postare in risposta sul canale YouTube “noletenox”; entrando nel gruppo “ionondimentico – no letenox” su FaceBook; lasciando un commento su questo sito o un tweet su Twitter e FriendFeed (”ionondimentico”).
Basta poco. Dateci anche una sola buona ragione per non dimenticare e avrete una buona ragione per appoggiarci in questa battaglia, per difendere quello che è nostro, per volere che “la storia di domani ci sia e sia senza Letenox“.

Il Letenox: cos’è e cosa comporterebbe la sua distribuzione 29 dicembre 2009 1 Commento

Il 22 gennaio 2010 verrà messo in commercio un nuovo prodotto farmaceutico dal nome bizzarro: Letenox.
Il Letenox sarà il primo sedativo memoriale della storia ad azione selettiva. Un farmaco concepito,  sviluppato e, tra meno di un mese, distribuito dalla Marlow & Kurtz, rinomato laboratorio di ricerca con sede a Padova. Sempre che non si riesca a cambiare le cose per tempo…
Il Letenox viene definito come “selettivo” data la sua azione mirata a distinte sezioni della memoria: nel caso specifico, si occupa di fare pulizia nelle zone in cui vengono immagazzinati i ricordi traumatici e le memorie dolorose in genere. Beh, detta così sembrerebbe una gran figata… vero?
C’è qualcosa che voglio dimenticare? Un evento particolarmente traumatico? Un dolore che non riesco a sopire con i farmaci convenzionali? Ok. Mi prendo una pasticca di Letenox e tutto torna alla normalità. Bellissimo… se fosse veramente così. Ma la realtà, purtroppo, è decisamente diversa: il Letenox non è affatto selettivo e manda in pappa il cervello di chi ne fa uso. In alcuni casi, i soggetti analizzati durante la fase di assunzione del Letenox, hanno perso ogni riferimento con la realtà. Uomini e donne per le quali il tempo, i luoghi ed i volti delle persone care non hanno più un senso.
Immagina di svegliarti una mattina e di chiederti: “Dove sono?”. Similmente a quanto accade la prima mattina di una vacanza fuoriporta, quando i muri e le suppellettili che adocchi sonnecchiante non sono le “solite”. Immagina una vita priva di certezze, riferimenti e memorie: l’orologio non sarebbe più lo strumento con il quale misuri il tuo tempo, ma solo un bizzarro bracciale finito chissà come al tuo polso. In cucina troveresti una figura a te estranea. Non riusciresti più a guidare la tua auto e  non sapresti utilizzare il tuo cellulare. Nella sua forma attuale, il Letenox non è in grando di fare molto, ma la portata del principio attivo che lo compone potrebbe essere ampliata a dismisura in breve tempo.
Ma allora perchè predisporre la diffusione di un farmaco potenzialmente tanto dannoso? Cosa c’è dietro al Letenox ed alla sua imminente commercializzazione? C’è la prospettiva di un mondo in cui tutto è nuovo e dunque malleabile. Una moltitudine da rieducare ed alla quale “insegnare” ad obbedire a nuovi comandi,  nuovi input politici, sociali e consumistici. Non ti trovi in linea con le direttive governative, qualsiasi esse siano? Un mese di terapia a base di Letenox e via… torni come nuovo: un soggetto pronto per essere plasmato a loro immagine e somiglianza. Chiunque siano i “loro” del momento.
E’ per fronteggiare ed osteggiare questo vuoto panorama futuro che sono nati gli attivisti anti-Letenox: noi attivisti diciamo “NO!” e lo gridiamo con tutta la forza che abbiamo.
Crediamo nell’unicità delle persone. Crediamo nella somma delle loro esperienze e dei loro ricordi. Sono i ricordi, positivi o negativi che siano, che trasferiscono umanità a ciò che, senza di essi, sarebbe banalmente umano.
Se sei contrario alla massificazione e ritieni che la messa in commercio del Letenox sia da contrastare, unisciti a noi! Aiutaci dando voce alla nostra lotta. Linka questo sito e contattaci su Facebook (gruppo ionondimentico-no letenox), su YouTube (canale noletenox), Twitter (utente ionondimentico) e FriendFeed (utente ionondimentico). Coinvolgi gli amici caricando su YouTube un video che riguardi i tuoi ricordi.
Più siamo, più sarà alta la probabilità di bloccare la Marlow & Kurtz e mettere al bando il Letenox !
Il 22 gennaio è vicino. Aiutaci. AIUTATI!

Grazie

Io non dimentico 28 dicembre 2009 0 Commenti

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Io non dimentico 27 dicembre 2009 0 Commenti

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